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SERIE INVERSA Exh#04 - Progetto Diogene

SERIE INVERSA Exh#04

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Serie Inversa_Exh#04

27 Aprile 2017 ore 18.30
Via Poliziano 32, Torino

Dal 27 Aprile al 20 Maggio
gio-ven-sab
h.15-19

TALKS 

11 Maggio
ore 18:30 Francesco Del Conte

Incastri / Joints
Talk di approfondimento con l’artista Francesco Del Conte, in dialogo con Jean Negri, falegname e restauratore.

L’incontro prevede l’approfondimento del lavoro in mostra Joining e il racconto relativo ai sette mesi di residenza trascorsi dall’artista presso il Centro d’Arte Contemporanea CCA Kitakyushu in Giappone. Del Conte svela la parte del progetto nascosta e i video realizzati nell’arcipelago nipponico durante le fasi di realizzazione degli incastri lignei che sono alla base della sua ricerca, presso il laboratorio del carpentiere Toshiro Kobayashi. Il falegname e restauratore Jean Negri  (1961, Mannheim) partecipa alla discussione, parlando della sua esperienza con questa tecnica e delle differenze tra tecnologie occidentali e orientali.

20 Maggio
ore 17:30 Domenico Olivero, Quale futuro per gli artisti?
ore 18:30 Juan Esteban Sandoval, Nascondere

Con la mostra collettiva _Exh#04, si chiude il ciclo annuale di Serie Inversa, programma promosso da Progetto Diogene che compie una ricognizione sul territorio piemontese alla scoperta di percorsi di ricerca artistica attualmente fuori dal circuito commerciale o istituzionale. Gli artisti selezionati per la quarta edizione del progetto, che verrà ospitato negli spazi di Via Poliziano 32 a partire dal 27 Aprile 2017, sono Francesco Del Conte, Domenico Olivero e Juan Esteban Sandoval.

Joining, di Francesco Del Conte, indaga la tradizionale tecnica di costruzione ad incastri lignei che nel corso dei secoli ha modellato l’architettura giapponese. L’opera è stata pensata e prodotta dall’artista durante i 7 mesi ospite del centro d’arte contemporanea CCA Kitakyushu in Giappone. La genesi del progetto parte dalla realizzazione di otto incastri commissionati a Toshiro Kobayashi, falegname che vive nella prefettura di Ehime.  L’artista ha indagato questi oggetti con tutto il rigore metodologico che il medium fotografico concede, restituendoli come i protagonisti  di un manuale d’uso che ne illustra il funzionamento attraverso la retorica di una sequenza temporale neutra e distaccata.
Ogni incastro, con le numerose parti di cui è composto,  evoca e contribuisce all’armonia della costruzione, divenendo non solo testimone e paradigma funzionale del concetto stesso di architettura, ma ci invita a riflettere sulla relazione originaria che intercorre tra l’uomo, lo spazio e l’abitare. Un oggetto-parabola che custodisce una forma di conoscenza, una porzione di storia che respira nell’immagine del tempo che questi oggetti incarnano.

Con Tusiri inundu 1827 (tutto si risolve in un dubbio 1827) Domenico Olivero vuole riflettere sulla contemporaneità con spirito umanista, indagando la labilità della memoria e le nuove tecnologie informatiche. In questa occasione, la forma instabile della natura diventa memoria scultorea. Il concetto di molteplicità e creazione viene evidenziato nella relazione fra la forma fisica di una semplice palla, composta da migliaia di instabili cristalli di neve, percepita da uno scanner laser che la trasforma in un codice digitale. Attraverso un collegamento automatico a una stampante 3D il codice crea un oggetto fisico, stabile. Artificio innaturale, opera figurativa, memoria dei riflessi di luce su un corpo trasparente, forse qualcos’altro; perplessità evidenziate dalle immagine di sfondo, un cielo e un codice QR.

Il progetto Nascondere si inserisce all’interno dell’attuale ricerca di Juan Esteban Sandoval sull’oggetto scultoreo, che si pone in relazione con un contesto specifico, dove l’impatto ambientale dell’industria è particolarmente significativo e in alcuni casi disastroso. Il manufatto in mostra è il risultato di un processo di estrazione di terre e argille raccolte nella zona tra Napoli e Caserta, dove nel corso degli anni rifiuti tossici e materiali vari sono stati nascosti illegalmente in discariche legali e abusive. Il progetto riguarda inoltre un’azione consistente nel nascondere questo manufatto nel muro di una nuova costruzione in Svizzera. Nascondere riflette in modo indiretto sui rapporti contraddittori tra i livelli di legalità e illegalità di cui spesso è difficile esprimere un giudizio o una posizione. L’esito dell’intervento di Sandoval può essere letto come l’annuncio visivo di qualcosa di cui non si possiedono istanze visibili, una sorta di paradosso della rappresentazione, un modo di avvicinarsi all’oggetto di indagine che assume le sembianze di una apparizione.

scarica il comunicato stampa

Bio artisti

Francesco Del Conte (Milano, 1988), ha studiato grafica d’arte all’Accademia Albertina di Torino. Successivamente si sposta in Belgio e nel 2013 ottiene un master in fotografia all’Hogeschool Sint-Lukas Brussels con una tesi riguardante l’uso della fotografia analogica all’interno della società contemporanea. La sua ricerca si concentra particolarmente sulla pellicola fotografica e propone delle installazioni in cui proiettori e light-box organizzano lo spazio circostante.

I progetti più recenti studiano una serie di oggetti e strumenti appartenenti ai settori industriali e architettonici. Il suo lavoro è stato esposto in Italia, Belgio e Giappone.

Domenico Olivero (Cuneo, 1964), è artista dall’approccio fortemente concettuale, le cui espressioni adottano diverse tecniche, in particolar modo i new media, declinate alle dinamiche sociali e antropologiche. L’interesse per le strategie comunicative lo porta ad attivarsi nella realtà del web, usata in diverse tematiche: Cuneosuccede, una social dailynews su Facebook, do@time, un blog sull’arte, o Pa-re-te, progetto artistico nel web. Fra i tanti suo lavori attivi segnaliamo le recente tappe di Oc-land, presentate in diverse sedi, operanti sulla formazione della identità. Collabora col gruppo E_qui.

Nella sua ricerca Juan Esteban Sandoval (Medellin – Colombia, 1972), ha sviluppato progetti partecipativi in collaborazione con associazioni culturali che si occupano dei temi dell’immigrazio-ne, economia e cultura locale. Ha realizzato lavori con i membri delle comunità indigene della regione amazzonica e delle Ande. Le sue ricerche attuali sono incentrate sul ruolo dell’operaio all’interno del processo di trasformazione delle città e sui processi e materiali che conferiscono significato all’oggetto scultoreo.