Diogene Bivaccourbano_R  è la residenza per artisti ideata secondo una formula che concilia – evidenziandolo nella lettera R – la modalità ormai sperimentata della Residenza, che ha l’intento di sostenere con più energia il lavoro di Ricerca .

Aperta a tutti gli artisti italiani e stranieri, l’iniziativa si propone di attivare una modalità inedita di approfondimento sull’operare artistico, offrendo un sostegno economico e organizzativo destinato a favorire la ricerca, dando la possibilità all’artista di dedicarsi, sul medio-lungo periodo, al proprio lavoro. La nuova modalità permette al vincitore del bando di essere maggiormente svincolato da obblighi e limiti spazio-temporali ed ha l’obiettivo di alimentare, da una parte il dialogo tra artisti, e dall’altra di focalizzare l’attenzione sulla comprensione profonda della poetica del lavoro.


 banner_Bivaccourbano_2016

Progetto Diogene è lieto di annunciare che la vincitrice della decima edizione del bando di residenza/borsa di ricerca Bivaccourbano_R 2016 è l’artista italiana Tea Andreoletti (Gromo, BG, 1991), selezionata fra 205 candidature di artisti appartenenti a 34 nazionalità.

Bivaccourbano_R  è un progetto mirato a sostenere la ricerca dell’artista selezionato, fornendo una borsa di ricerca di 6000 euro ed un percorso di affiancamento e confronto con gli artisti del gruppo Diogene. Il programma prevede la permanenza dell’artista sul territorio torinese per circa due mesi, il monitoraggio a distanza della ricerca della durata di un anno, l’ideazione e conduzione di un workshop per studenti delle scuole locali e l’organizzazione, l’anno successivo, di un evento conclusivo.
La commissione, formata dagli artisti di Progetto Diogene (Franco Ariaudo, Andrea Caretto, Manuele Cerutti, Luca Luciano, Valerio Manghi, Laura Pugno, Raffaella Spagna, Cosimo Veneziano), ha particolarmente apprezzato l’originalità e l’autonomia della ricerca artistica di Tea Andreoletti, fondata sulla sperimentazione innovativa di una pratica estetica di tipo esperienziale.
Progetto Diogene ritiene che Andreoletti possa fornire un contributo innovativo alla sperimentazione di un’arte immateriale, basata sulla percezione dell’esperienza pura, vissuta non in modo solipsistico ed autoreferenziale, bensì attraverso una pratica inclusiva e aperta alla condivisione, fornendo, in tale modo, nuovi avanzamenti per un’arte esperienziale definita, dalla Andreoletti stessa, come un: “impegnarsi in esperienze spassionate, che vengono sempre meno in un mondo di creativi imprenditori di se stessi, saturi d’immagini che cercano riparo nell’indifferenza. È esperienza del qui e ora, dell’esistere e condividere l’esistenza con altri. Un’arte esperienziale di eleganti pastori viaggiatori”.
Il percorso di ricerca di Tea Andreoletti si trova – come lei stessa afferma – “nella sua glorifica fase di pubertà”; si tratta di una pratica artistica in fluida evoluzione e formazione della quale gli artisti di Progetto Diogene hanno apprezzato la coerenza rispetto alle personali propensioni ed attitudini, garanzia di un’indole indipendente, potenzialmente in grado di fornire un contributo inedito alla pratica artistica contemporanea.
Il periodo di residenza, che prenderà avvio nella prima parte del mese di settembre, comprenderà un talk di presentazione dell’artista (fine settembre 2016) ed un momento di open studio presso il Tram Diogene (inizio novembre 2016).

Tea Andreoletti nasce nel 1991 a Gromo, un piccolo paese nella provincia di Bergamo. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, alla WDKA di Rotterdam e all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2015 si trasferisce a Budapest per realizzare alcuni progetti artistici. Ha esposto presso Rivolidue, Milano, MAMbo, Bologna, B.a.d. Foundation, Rotterdam, Verbeke Foundation, Stekene, Belgio.

2015 APPARATUS 22

APPARATUS 22

apparatus 22

Progetto Diogene è lieta di annunciare che il vincitore della nona edizione del bando di concorso Diogene Bivaccourbano_R, è il collettivo artistico rumeno Apparatus 22.

Apparatus 22 è un collettivo artistico multidisciplinare nato nel gennaio 2011 a Bucarest, Romania, e composto da Erika Olea, Maria Farcas, Dragos Olea e Ioana Nemes (scomparsa a New York nel 2011).

La ricerca del gruppo Apparatus 22 indaga le complesse relazioni tra la moda e l’economia, intrecciando queste riflessioni con l’analisi critica di temi derivanti dalla politica, dagli studi di genere, dai movimenti sociali e dalla religione per comprendere la società e la cultura contemporanea. La loro pratica artistica – che attraversa vari linguaggi (installazione, performance, scrittura…) – dà forma a lavori nei quali la realtà si mescola con la finzione e la narrazione, ed è sostenuta da un approccio critico che attinge conoscenza ed esperienza dal mondo del design, della sociologia, della letteratura, dell’economia.

 

Il collettivo Apparatus 22 ha partecipato a numerose esposizioni e festival tra i quali: MUMOK – Vienna (AT), Museion – Bolzano (IT), Brukenthal Museum Contemporary Art Gallery – Sibiu (RO), MAK – Vienna (AT), Steirischer Herbst – Graz (AT), Drodesera Festival – Dro (IT), Young Artists Biennial – Bucarest (RO), Akademie Schloss Solitude – Stoccarda (DE), Gyeonggi Creation Center (KR), Salonul de Proiecte, Bucarest (RO), TIME MACHINE BIENNIAL OF CONTEMPORARY ART, D-0 ARK UNDERGROUND, Konji (BIH), TRAFO Gallery, Budapest (HU), Oberwelt, Stoccarda (DE), Ujazdowski Castle – Centre for Contemporary Art, Varsavia (PL), Württembergischer Kunstverein Stoccarda (DE), Contemporary Art Museum (MNAC) Bucarest (RO), Galeria Nicodim, Bucarest (RO), Nieuwe Vide, Haarlem (NL), Kunst Museum Linz (AT), Osage Foundation (Hong Kong), etc. Apparatus 22 ha esposto alla Biennale di Venezia 2013, per il Padiglione Rumeno, nell’esposizione Reflection Centre for Suspended Histories. An Attempt.

Talk: On fake, shields, surroundings and too many

5 Febbraio 2016 h. 19 

Careof c/o La Fabbrica del Vapore – via Procaccini, 4 20154 Milano

MILANO Il collettivo Apparatus 22, artisti vincitori della residenza Diogene Bivaccourbano_R 2015, presentano una selezione di lavori in conversazione con alcuni membri del gruppo Diogene di Torino.

La serata introduce la pratica artistica del collettivo da diversi punti di vista: i temi d’interesse per la ricerca e la produzione, i processi di articolazione delle idee, i diversi contesti in cui gli artisti hanno vissuto e lavorato, la messa in discussione come strategia per il pensiero critico, ecc.Apparatus 22 è un collettivo artistico multidisciplinare fondato nel gennaio 2011 a Bucarest, Romania, dagli attuali membri Erika Olea, Maria Farcas, Dragos Olea e da Ioana Nemes (1979, Bucarest – 2011, New York). Apparatus 22 indaga le complesse relazioni tra moda ed economia, politica, studi di genere, movimenti sociali e religione al fine di comprendere la società contemporanea. La loro pratica artistica, che attraversa vari linguaggi – installazione, performance, scrittura… –, dà forma a lavori nei quali la realtà si mescola con la finzione e la narrazione ed è sostenuta da un approccio critico che attinge conoscenza ed esperienza dal mondo del design, della sociologia, della letteratura, dell’economia. 

INTERVISTA MOUSSE

All’inizio della residenza gli artisti del collettivo Apparatus 22 incontreranno il pubblico in due diverse occasioni:

Talk: ON SPHERES, MAGPIES, SLAPPING AND RELIGION

Giovedì 22 Ottobre ore 18:00 c/o Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16 – Torino

“On spheres, magpies, slapping and religion” è una lecture che introduce la pratica artistica del collettivo Apparatus 22 da diversi punti di vista; saranno raccontati i temi di ricerca, i processi di articolazione di idee e relazioni, il rapporto con il pubblico, il contesto di provenienza e molto altro. Il talk darà anche l’opportunità di scoprire il lavoro degli Apparatus 22 denominato “Portraying Simulacra”, un questionario digitale che guarda al mondo disturbante e illusorio dei “falsi “, siano essi oggetti, esperienze o emozioni.

Open studio: PREVIEW 2018

Venerdì 6 e sabato 7 Novembre ore 20:30 – 01:00 c/o Tram Diogene, c.so Regio Parco / c.so Verona, Torino

2014 JAIMINI PATEL

JAIMINI PATEL 

L’inglese Jaimini Patel,  Londra,classe 1974, è stata proclamata vincitrice dell’ottava edizione di Diogene Bivaccourbano_R 2014, bando di concorso internazionale indetto da Progetto Diogene a sostegno della ricerca artistica da svolgersi nel territorio torinese.

La selezione è stata effettuata da una commissione composta dagli artisti di Progetto Diogene (Franco Ariaudo, Andrea Caretto, Manuele Cerutti, Luca Luciano, Laura Pugno, Raffaella Spagna, Cosimo Veneziano), che assegna all’artista londinese l’accesso al consolidato programma di residenza semestrale Bivaccourbano, con inizio a settembre nella carrozza del tram Diogene situata in Corso Regio Parco. Oltre alla possibilità di soggiornare nel capoluogo piemontese per sviluppare il proprio lavoro, verrà messa a disposizione di Jaimini Patel anche una borsa di ricerca in denaro a supporto delle spese e uno studio dove poter lavorare all’elaborazione e realizzazione delle opere. Un premio che, da una parte, si evolve e struttura in borsa di ricerca (messa per la prima volta a bando ufficiale su open call internazionale), dall’altra conferma la ferma volontà di Progetto Diogene nel riconoscere agli artisti e alla ricerca visiva un valore strategico per lo sviluppo dei territori su base culturale e per l’inclusione sociale del pubblico attraverso attività artistiche.

Nei prossimi sei mesi, Jaimini Patel elaborerà un progetto specifico per i luoghi e le architetture che la ospiteranno, partendo da considerazioni di ricerca su materiali e oggetti del quotidiano e la loro capacità di trasformazione nel tempo, al fine di attirare l’attenzione dello spettatore sulla loro consistenza, sulla storia e sulle relazioni con l’ambiente circostante. In linea con il suo percorso, Patel tenterà di studiare l’equilibrio che si innesca tra la natura, le persone, gli oggetti e la cultura, parti di un insieme osservato da una prospettiva diacronica, dinamica ed evolutiva. In questo processo creativo, risulterà importante l’incontro con artisti e artigiani locali, dinamica agevolata dalla capacità di mediazione dei membri di Progetto Diogene con istituzioni e realtà torinesi.

Il programma di residenza per artisti con borsa di ricerca Diogene Bivaccourbano_R 2014 è realizzato grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, della Regione Piemonte, con il Patrocinio della Città di Torino e la collaborazione di GTT Gruppo Torinese Trasporti. I membri di Progetto Diogene, lieti di annunciare il nome dell’artista selezionata, ringraziano tutti i candidati che hanno inviato il materiale e partecipato al concorso.

STATEMENT

My work explores the non-linguistic expressiveness of matter. I employ slight interventions to materials and spaces to reveal the ability of matter to hold memories or associations and examine how these can be transformed, shifted or even removed. I endeavour to activate materials by utilising their physical qualities and behaviour, or by altering their form or placement. When the function of a material or where it belongs is transformed, the dissonance between its past and present become amplified. I am interested in moments of anticipation created by the potential for the work to change, collapse, or become unstable and the interplay between chance and intention. I am aware that the decisions I make are not entirely mine – they ensue from a conversation that oscillates back and forth. Materials contain a wealth of information that can be revealed or withheld. I probe to ascertain the nature of their memory by drawing attention to the gaps between what they appear to be and what they are.

Artist’s diary ☛ Jaimini Patel

www.jaiminipatel.com

2013 PESCE KHETE

7° edizione  

PESCE KHETE 

Giunto alla sua settima edizione, il programma Bivaccourbano prende quest’anno una nuova direzione, inaugurando una formula che si avvicina alla ‘borsa di ricerca’, offrendo all’artista selezionato il tempo e il sostegno economico necessari per condurre una ricerca di medio periodo (sei mesi). Fermamente convinti del valore strategico del sostegno alla ricerca, abbiamo deciso, in questo difficile momento per la cultura, di dare un segnale forte e contribuire attivamente a sostegno della ricerca artistica italiana. Questa nuova modalità fornisce al pubblico la possibilità di entrare in contatto non solo con un progetto inedito, appositamente elaborato durante la residenza, ma di relazionarsi con una ricerca il più possibile svincolata da fattori esterni, confrontandosi soltanto con quelli che sono i limiti che l’artista stesso pone nel proprio lavoro.

L’artista, oltre ad avere a disposizione la carrozza del tram Diogene, quest’anno può usufruire anche di un atelier in cui organizzare le proprie giornate di lavoro. L’artista scelto per questa edizione opera principalmente con il medium della pittura che pone in stretto dialogo con la fotografia (analogica). Pesce insegue una sensazione di vertigine generata dal riconoscere come limite il non poter cogliere l’oggetto nel suo insieme. Questo estremo rapporto di prossimità con l’oggetto mette in questione i confini stessi delle sue opere e del loro farsi. Innescando un movimento contrario a una ricerca che ribadisce i confini stessi della pittura e del suo oggetto, Pesce riesce efficacemente a porre in questione elementi quali composizione, contenuto, gesto e segno.

Pesce Khete definisce cosi il suo periodo di residenza: “ Diogene è come da premessa, ricerca e rifiuto dell’inessenziale. La mia è una ricerca ostinata nei meandri della pittura, senza perdere d’occhio un equilibrio con la fotografia. Nel periodo di residenza concentro le mie forze sulla ennesima messa in discussione del mio fare e del mio procedere. Ripartendo da un iniziale allargamento delle possibilità di contenuto e stile, sembro giungere all’abbattimento della composizione, e al suo implacabile ritorno”.

OPEN STUDIO / INTERVISTA DI ART*TEX*PICS*

Pesce Khete è nato a Roma nel 1980 ed è cittadino Svizzero e Italiano. Tra le mostre personali si ricordano “sulle river” e “In quality like he once” presso The Flat-Massimo Carasi Milano, “Horst der Künstler” presso” FARNESPAZIO Milano/Bologna, “Ludwig aus der Zeit” presso Ex-Cucine del Monastero dei Benedettini Catania, “Tennis” presso CARS Omegna, “Pesce Khete” presso MARS Milano, “De Alpibus ad Carthaginem Novam” presso Centro Cultural Ramon Alonso y Luzzy Cartagena, “Pesce Khete” presso Galeria Magda Bellotti Madrid. Ha inoltre partecipato con due progetti personali a VOLTA New York e Drawing Now Parigi. Tra le mostre collettive più recenti si segnalano “The Idea of Realism” presso American Academy of Rome, “Landina” presso CARS Omegna, “Altered Translation” presso Car Projects Bologna, “El Ojo del Mirlo” presso Galerìa Isabel Hurley Malaga, “If you can hold your breath” presso Ceri Hand Gallery Liverpool, “Hidden” presso Galerie Van der Stegen Parigi. Diverse sono state le partecipazioni a mostre collettive in sedi museali tra le quali: “Appunti di Pittura” presso Museo MARCA di Catanzaro, “Impresa pittura” presso il Museo CIAC di Genazzano (Roma), “Per te solo il cuore dimentica ogni suo affanno” presso il Museo GAMUD di Udine. Ha partecipato al programma di residenza CARS ad Omegna sul lago d’Orta, “Painting Detours” presso Nogaredo al Torre (Udine) e Studio36 a Bristol, Regno Unito. Nel 2009 ha partecipato alla Biennale di Praga.

 

“Vivere in un tram fermo, nel mezzo di una rotonda di città, già di per sé non è cosa da poco. Parto da un dato forse scontato, ma di primaria importanza: il tram muta completamente l’abituale punto di vista. Il tram, è un punto di osservazione totale. Il tram è una posizione, fisica e mentale.

In quale modo questa condizione avrebbe influito sul mio lavoro? Quale l’influenza di un così radicale cambiamento?

“Diogene rappresenta l’abbandono del superfluo”. Partendo da questa premessa, posso dire di aver interpretato alla lettera questo semplice monito, e ciò si è naturalmente trasferito sul mio modo di agire, pittoricamente. Ad un primo, lungo, periodo di reazione e adattamento al nuovo habitat, ha corrisposto una destrutturazione dei miei schemi.

Caldo a pranzo, quando il sole finiva sul tetto (settembre)

Tiepido a pranzo, quando il sole finiva sul tetto (ottobre)

Niente all’inizio è stato preso per scontato, nessuna strada è stata scartata per principio. Con il tempo poi sono riemersi, privi di orpelli e rigenerati, le mie strutture, i miei modelli, attraverso i quali ricostruire lo spazio e rappresentare nuove soluzioni. Il dipinto per un pittore è il luogo della comunicazione, del pensiero, dell’espressione, e mentre il tram rimaneva chiuso, lo studio si apriva alla contaminazione, allo spiraglio.

Da questo punto di vista quindi il Bivaccourbano è, ed è assolutamente stato, occasione per un rinnovamento personale ed artistico oltre che per una riconsiderazione profonda del proprio ruolo nel proprio contesto.

Freddo a pranzo, senza sole (novembre)”

Pesce Khete, 2013

www.pescekhete.tumblr.com/

2012 AUDREY COTTIN E GERALDINE GOURBE

6° edizione 

AUDREY COTTIN  E GÉRALDINE GOURBE

Audrey Cottin & Géraldine Gourbe presentano « La Verifica Intuitiva», un’edizione-cinematografica di 45 minuti dal vivo e in anteprima alla Fondazione Merz, Torino  il 31 ottobre 2012, alle ore 19.

FOTO

Un’edizione-cinematografica è una forma collaborativa e performativa atta ad affrontare le modalità in cui le immagini in movimento – dalle lanterne magiche ai posts su YouTube – ri-disegnano in continuazione delle linee di condivisione tra coloro che sono rappresentati nelle immagini e quelli che le esperiscono, riconfigurando in tal modo, incessantemente, differenti spazi-tempo di finzione e dal vivo…

FARE E DISFARE LA PERFORMANCE: dalla condivisione di narrazioni e di azioni collaborative all’ipotesi di forme corali.

Happening, performance o body art sono stati sovente presentati ed esposti come mezzi di esacerbazione del corpo dell’artista o della sua intimità. Alcuni concetti come quello di posture naricisistiche esasperate di Amanda Jones o di corpo esplicito di Rebecca Schneider – nell’ottica di riattivazione di una storiografia di opere trascurate e in prospettiva col concetto politico di agency – hanno portato a concentrarci sulla figura dell’artista-produttore:il/la performer.

LA VERIFICA INTUITIVA

Un’edizione-cinematografica è una forma collaborativa e performativa atta ad affrontare le modalità in cui le immagini in movimento – dalle lanterne magiche ai posts su YouTube – ri-disegnano in continuazione delle linee di condivisione tra coloro che sono rappresentati nelle immagini e quelli che le esperiscono, riconfigurando in tal modo, incessantemente, differenti spazi-tempo di finzione e dal vivo…

Fare e disfare la performance:

Happening, performance o body art sono stati sovente presentati ed esposti come mezzi di esacerbazione del corpo dell’artista o della sua intimità. Alcuni concetti come quello di posture naricisistiche esasperate di Amanda Jones o di corpo esplicito di Rebecca Schneider – nell’ottica di riattivazione di una storiografia di opere trascurate e in prospettiva col concetto politico di agency – hanno portato a concentrarci sulla figura dell’artista-produttore:il/la performer.

Audrey Cottin (artista) e Géraldine Gourbe (filosofa) prenderanno delle scorciatoie proponendo una storia, se non alternativa quanto meno parallela, di idee e utilizzi della performance -azioni e documentazioni- a partire dal punto di vista etico delle pratiche collaborative.

dalla condivisione di narrazioni e di azioni collaborative…

Nell’ambito della residenza Diogene Bivaccourbano, Géraldine Gourbe tornerà sulla rivoluzione euristica di Allan Kaprow nel momento in cui scoprì la pedagogia femminista presso CalArts(Feminist Art Program), citata nel 1983 durante un incontro fiume -inedito- accanto alle femministe Moira Roth -storica dell’arte- e Suzanne Lacy -performer. Quest’ultima riconosce di aver a lungo sottovalutato l’influenza delle sue collaborazioni private, informali, latenti, inopinate, tacite, etc, con colleghi e amici, sulla genesi dei suoi processi performativi. Nella misura in cui queste collaborazioni non corrispondevano al lavoro commissionato dalle istituzioni artistiche, per Kaprow non avevano valore di produzione artistica a pieno titolo. Quindi, in un secondo momento, queste azioni collaborative, lontane dall’essere minori, si sono rivelate momenti opportuni (kairos) per la sperimentazione di un’arte partecipativa. Secondo l’artista, queste pratiche circoscritte a cirostanze specifiche, e apparentemente decentrate rispetto a un’intenzione d’autore o d’artista, col tempo avevano trovato posto al centro del suo lavoro personale.

A partire dagli archivi e da testi critici, Géraldine Gourbe proporrà, sotto forma di edizione e conferenza-performance, un Un-curating the Archives of the Un-artist: Allan Kaprow; ispirandosi al concetto di Roland Barhtes: l’idioritmia. Durante il seminario tenuto nel 1976-77 al College di Filosofia sul vivere insieme, Barthes ha introdotto sulla scena filosofica e letteraria l’ideale sensibile di un’idioritmia, ovvero un a condivisione armoniosa di distanze tra sé -avere un proprio ritmo- e gli altri -la cura delle relazioni di un vivere-insieme.

Assieme a Géraldine Gourbe, Audrey Cottin lavorerà alla condivisione editoriale dei suoi archivi iconografici e di un corpus di testi legati all’arte della Claque nel XIX secolo, e anche di documentazione personale e riflessioni legate ai suoi Clapping Groups.

Dal 2007, Audrey Cottin fa ricerca sull’entusiasmo come pratica possibile. Nel 2009, l’applauso appare come gesto che sintetizza le sue richerche in fondi d’archivi della Biblioteca Nazionale Francese. L’artista inizia quindi a organizzare dei Clapping Groups, vere e proprie opere-evento che si svolgono in località e contesti di varia natura: musei, scuole, luoghi alternativi…

Questa comunicazione semplice, non verbale e non codificata, crea un momento collettivo, che si svolge alla pari tra i partecipanti piuttosto che nella relazione artista-spettatore. Non si tratta di applaudire per una ragione in particolare, ma piuttosto di celebrare la celebrazione.

…all’ipotesi di forme corali

Forti dei due tempi editoriali di Clapping Group e di un Un-curating the Archives of the Un-Artist : Allan Kaprow, Audrey Cottin e Géraldine Gourbe intendono proporre l’ipotesi o, piuttosto, condividere l’ideale sensibile ed etico di forme corali.

Queste riuniranno soggetti qualificati e non qualificati, che accettino scambi teorici e sensibili per sviluppare una forma che non dipenda unicamente dall’autorità e dalla proprietà dell’autore, bensì da autori-produttori di forme corali. Si tratterebbe di condividere individui in seno ad una collettività desiderata ed effimera.

I soggetti in collaborazione condivideranno e svilupperanno, secondo le attivazioni proprie delle forme corali, una scultura, un testo, un’immagine, una performance, un’installazione, una mostra… e, perché no, attività di permacultura.

Fare e disfare la performance, nell’ambito della residenza Diogene Bivaccurbano, farà in questo modo da piattaforma per scambi intempestivi (F. Nietzsche), condivisione idioritmica (R. Barthes), bracconaggi creativi (M. De Certeau) e racconti bricolage (C. Levi-Strauss).

Audrey Cottin e Géraldine Gourbe, luglio 2012, Stoccolma-Parigi.

BIO/CV

Audrey Cottin (Saint-Mandé, France, 1984) è un’artista transdiciplinare che vive e lavora tra Bruxelles e Parigi. Nel 2011 ha presentato la sua ultima esposizione personale dal titolo “Charlie & Sabrina, Who Would Have Believed?” al centro d’arte Jeu de Paume a Parigi. Ha studiato all’Art Center College of Design di Pasadena, California (2007) e nel 2008 si è laureata all’Ecole Nationale Supérieure de Beaux-Art di Parigi. Nel 2010 ha ottenuto un master all’HISK (Higher Institute for Fine Arts) di Gent, Belgio. E’ al momento artista in residenza al Laboratoire Phénorama, presso l’ENSCI (Ecole Nationale Supérieure de Création Industrielle) e LABEX – Création, Art, Patrimoine e docente all’ENSCI e a Scienze Politiche a Parigi.

Géraldine Gourbe (Alençon, France, 1976) è laureata in estetica e specializzata nella teorie queer e postcoloniale. E’ ricercatrice al laboratorio FAAAM/CREA dell’Università di Nanterre/Paris Grand-Ouest, dove ha ottenuto il dottorato di ricerca nel 2008. E’ professore all’Ecole Superieur d’Art di Annecy e docente a Scienze Politiche a Parigi.

La residenza si svolgerà tra il primo settembre e l’undici novembre 2012

…all’ipotesi di forme corali

Forti dei due tempi editoriali di Clapping Group e di un Un-curating the Archives of the Un-Artist : Allan Kaprow, Audrey Cottin e Géraldine Gourbe intendono proporre l’ipotesi o, piuttosto, condividere l’ideale sensibile ed etico di forme corali.

Queste riuniranno soggetti qualificati e non qualificati, che accettino scambi teorici e sensibili per sviluppare una forma che non dipenda unicamente dall’autorità e dalla proprietà dell’autore, bensì da autori-produttori di forme corali. Si tratterebbe di condividere individui in seno ad una collettività desiderata ed effimera.

I soggetti in collaborazione condivideranno e svilupperanno, secondo le attivazioni proprie delle forme corali, una scultura, un testo, un’immagine, una performance, un’installazione, una mostra… e, perché no, attività di permacultura.

Fare e disfare la performance, nell’ambito della residenza Diogene Bivaccurbano, farà in questo modo da piattaforma per scambi intempestivi (F. Nietzsche), condivisione idioritmica (R. Barthes), bracconaggi creativi (M. De Certeau) e racconti bricolage (C. Levi-Strauss).

Audrey Cottin e Géraldine Gourbe, luglio 2012, Stoccolma-Parigi.

CHORAL FORMS / immagini

2011 GRAHAM HUDSON

5° Edizione

GRAHAN HUDSON 

 

Grahan Hudson (Sussex, 1977) è il vincitore della V edizione di Diogene Bivaccourbano.

la giuria, formata dagli artisti di Diogene, ha apprezzato in particolare la metodologia adottata dall’artista basata sulla esperienza, sulla ricerca, sulla manipolazione dei materiali, sulla relazione con l’ambiente in cui si trova a lavorare. L’artista lavora infatti riflettendo sui materiali, sulle architetture temporanee, sulle possibilità costruttive, cercando di indagare sul carattere entropico di certi elementi e sulla loro possibilità di essere perpetuati nel tempo attraverso la continua trasformazione.

Recentemente è stato impegnato, per circa sei mesi, nella costruzione di una vera e propria struttura abitativa con annesso parco-sculture nella piazza di Parade Ground a Londra, tra la Tate Britain e il Chelsea College of Art, e ha sviluppato nella città di Roma un piano di lavoro site-specific per lo spazio della galleria Monitor.

 

LECTURE giovedì 27 ottobre ore 18:30 presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino


 

RUSHES AND OUT-TAKES (SONDAGGIO:TORINO) dal 4 al 6 novembre 2011,/  sabato 5 novembre Tram Diogene, Rotonda C.so Regio Parco angolo Corso Verona, Torino Videoproiezione

Progetto Diogene presenta il nuovo video di Graham Hudson “Rushes and Out-takes (Sondaggio: Torino)” realizzato durante la residenza Diogene Bivaccourbano a Torino nel mese di settembre. “Diogene Bivaccourbano è situato a 1.5. km a nord est dal centro della città di Torino. La distanza è il raggio del mio progetto “Sondaggio-Torino”, all’interno di questa circonferenza la città diventa una sorta di studio e uno spazio espositivo”. Il video concentra l’attenzione sulla città di Torino, vista attraverso i suoi sviluppi architettonici, i suoi cantieri, le costruzioni temporanee e mescola le riprese di una serie di interventi scultorei con materiali di recupero che Hudson ha situato nella città, insieme a frammenti audio e video creati in collaborazione con alcuni musicisti di strada incontrati lungo il suo percorso.


 

THE LINE IN LOVING HOPE OF BECOMING A SPHERE (SONDAGGIO:TORINO) dal 3 al 6 novembre 2011 Libreria NB, via Bellezia 12c, Torino Installazione

L’installazione ha origine dall’osservazione del flusso di merci e azioni che caratterizzano il più grande mercato all’aperto d’Europa (Porta Palazzo). Le scatole per trasportare e stoccare le merci, normalmente gettate trenta metri più in là nella strada, verranno temporaneamente deviate da Hudson verso una nuova funzione, quella architettonica, che includerà la costruzione di muri, espositori, mobili, piedistalli. La natura funzionale delle scatole e la maniera semplice con la quale si possono impilare e aggregare, permetteranno ai 25 collettivi provenienti da tutta Italia, invitati a presentare la propria attività ad Artissima LIDO, di disporre la propria documentazione nello spazio disegnato da Hudson e di interagire con la sua struttura, modificandone delle parti, per adattarle alle esigenze di fruizione dei propri progetti.


 

in collaborazione con RADIO PAPESSE, LUCA MORINO e Gruppo Archeologico Torinese

ALL TRULY GREAT THOUGHTS ARE CONCEIVED WHILE WALKING (SONDAGGIO: TORINO) audio-tour attivo dal 3 novembre 2011 “Soundwalk_tragitto Quadrilatero Romano / tram Diogene (Corso Regio Parco X Corso Verona, Torino)”

Produzione: Radio Papesse, Firenze Commissionato e prodotto da: PROGETTO DIOGENE su invito di: Artissima LIDO*

Il progetto intende offrire ai visitatori di Artissima LIDO (e non solo) un audio tour che includa parole, informazioni, pensieri e speculazioni sulla Torino contemporanea e sulla sua storia. Il soundwalk guidato da Graham Hudson, accompagnerà l’ascoltatore dal Quadrilatero Romano, un riconosciuto simbolo della storia torinese, al tram di Progetto Diogene (rotonda di Corso Regio Parco angolo Corso Verona), simbolo di architettura effimera e provvisoria. Lungo il percorso, alcune opere scultoree di Graham Hudson, presenze mutevoli e in costante ridefinizione, offriranno lo spunto per una riflessione sulle due opposte e coesistenti anime della città.

Per questa occasione Graham Hudson collaborerà con Luca Morino, il Gruppo Archeologico Torinese e Francesca Ferreri.

distribuzione: on-line_ su radiopapesse.org on-site_ un codice QR sarà stampato sulla mappa di Artissima LIDO, disponibile alla Libreria NB.

Dello stesso codice verranno stampati degli stickers che saranno distribuiti negli esercizi commerciali e attaccati lungo il percorso tra i Quadrilatero e il Tram. Grazie agli adesivi, fintanto qualcuno vorrà attaccarli, usarli, farli circolare, il soundwalk sarà disponibile anche una volta concluso l’appuntamento di Artissima. Chiunque abbia un telefono connesso a internet potrà ascoltare la traccia audio, inquadrando il codice col proprio smartphone. Basta aver installato sul proprio cellulare un programma libero di tag-reading (ad esempio BeeTagg o i-nigma), puntare e ascoltare; più facile e leggero di quanto sembri. Una mappa dettagliata sarà distribuita allo spazio archivio – che ospiterà il materiale dei vari progetti invitati, tra cui Progetto Diogene – all’interno del padiglione ‘The line in loving hope of becoming a sphere (Sondaggio:Torino)’.

ASCOLTA

www.radiopapesse.org _ info(@)radiopapesse.org_via senese 68 c/o Villa Romana, 50124 Firenze

*ARTISSIMA LIDO (a cura di Christian Frosi, Renato Leotta, Diego Perrone)

Solo Show: 2011, Arthouse, Austin, Texas, 2010, ZINGERpresnets, Amsterdam, 2009 Monitor, Rome, 2008 Locust Projects, Miami Group Show: 2011 Con Amore – Djurhuus Collection, ARoS, Aarhus Kunstmuseum, DK, British Art Now: Saatchi Gallery in Adelaide, Art Gallery of South Adelaide, AUS, 2010 Glow, VanAbbe Museum, Eindhoven,  Languages and Experimentations, MART, Trento/Roverto, IT,  Mutiny seemed a probability, Fondazione Giuliani, Rome, IT, 2009, Frieze Sculpture Park (with Monitor, Rome) 2008, 6 of 1: Performance and Sculpture, Camden Arts Centre, London, UK

The artists website is linked here: www.grahamhudson.com

2010 LUCA BERTOLO

4° Edizione

LUCA BERTOLO

Luca Bertolo (Milano, 1968). Ha vissuto a São Paulo, Londra, Vienna e, per lungo tempo, a Berlino. Dal 2005 risiede nuovamente in Italia. Dopo essersi quasi laureato in Scienze dell’Informazione all’Università Statale di Milano, si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Milano (1998).

Il suo lavoro è incentrato sulla pittura e sul disegno, intesi come mezzi sofisticati per una riflessione sui modi della rappresentazione. Utilizza anche il video, il collage e la scrittura. Due modalità apparentemente antitetiche connotano le sue opere: un approccio concettuale e analitico da una parte, e una pratica legata ai materiali e ai linguaggi specifici dall’altra. In generale si interessa di tutti i meccanismi attraverso cui un linguaggio si fa e si disfa.

Ha esposto in istituzioni pubbliche tra cui Kettle’s Yard (Cambridge), Centro di Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse (Siena), MACRO (Roma), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato), 176 / Zabludowicz Collection, (Londra), Kunsthaus Tacheles (Berlino), uqbar (Berlino), Villa delle Rose – GAM (Bologna), Assab One, (Milano), Prague Biennale (Praga), MARS (Milano) e in gallerie private tra cui The Front Room Gallery (New York), SpazioA (Pistoia), Arcade (Londra), MARS (Milano), Wilde Gallery, (Berlino), Galleria Alessandro De March (Milano)Open Source Gallery (New York).

Ha ricevuto una borsa di studio annuale dalla Pollock-Krasner Foundation (New York, 2000). È stato Artist in Residence all’interno del programma del Cancellierato Federale Austriaco (Vienna, 2005), all’Hotel Pupik (Schrattenberg – A, 2007), e a Villa Sträuli (Winterthur – CH, 2008).

CURRICULUM

PROGRAMMA della Residenza 2010

libro d’artista “EX – L’ordine del discorso” realizzato durante la residenza Diogene Bivaccourbano 2010.

“Cosa succede a una storia quando si sovverte uno degli elementi narrativi che la strutturano? Ho preso un vecchio albo a fumetti (Tex) e ho cominciato a riscriverne i testi mantenendo intatti i disegni originali (a parte piccole eccezioni, tra cui la parziale modifica dei tratti somatici dei due protagonisti, che ora si chiamano Ex e John). In generale, in quel tipo di fumetti, immagini e testi svolgono una funzione congiunta e coerente esplicitamente narrativa. Ecco in breve gli obiettivi che avevo quando mi sono messo al lavoro: interrogare da capo le immagini; liberare nuove potenzialità narrative pur mantenendo intatta la sequenza originale; creare fratture, incoerenze, zone di ambiguità; forzare la caratteristicità (al limite della macchietta) di alcuni personaggi, psicologizzandoli; dare ampio rilievo a una dimensione intima dei personaggi (paure, desideri), spesso in contrasto con la dimensione pratica del loro agire; fare echeggiare all’orizzonte le grandi narrazioni collettive (la Storia, la Politica). Il registro che ne consegue è spesso comico, grottesco, paradossale, e questo è forse l’effetto più realistico dell’intera operazione. La storia che ne risulta è attraversata, come un filo rosso, dal dilemma esistenziale per eccellenza: l’interrogarsi su cosa abbiasenso nella vita (e se abbia senso domandarselo!), sospesi tra una vita istintiva e una vita ragionevole, tra ciò che appare comprensibile e ciò che appare incomprensibile, tra speranza e accettazione.

Il titolo del libretto, L’ordine del discorso, è un ready-made: così titolava nel 1970 Michel Foucault la sua meravigliosa lezione inaugurale al Collège de France”.   Luca Bertolo

ABSTAND – POLITIK / DISTANZA – POLITICA CIRCOLO DEI LETTORI giovedì 16 Settembre Via Bogino, 9 Torino 

In dialogo con Davide Ferri (curatore), Luca Bertolo (artista) parlerà del suo lavoro e d’altro. Per l’intera durata della conversazione Bertolo utilizzerà una lingua straniera (ci sarà un traduttore), un artificio scelto affinché difficoltà, ritardi e incertezze mettano da subito “in scena” alcune forme di distanza, compresa quelle tra l’artista e il suo paese, tra l’artista e sé stesso.

OPERE

2009 NICO DOCKX, POL MATTHE', HELENA SIDIROPOULOS & JOCHEM VANDEN ECKER

3° Edizione

NIKO DOCKX, POL MATTHÉ, HELENA SIDIROPOULOS, JOCHEM VANDEN ECKER

”Siamo stati invitati dal gruppo di artisti Diogene per fare una residenza a Torino. Questo programma di residenze è progettato per ospitare l’artista a vivere e lavorare in una struttura auto sostenibile. La struttura è una carrozza dimessa di un tram posizionata nella rotonda di C.so Regio Parco ang. C.so Verona. Nel nostro progetto: ‘Rotonda fluttuante’ lavoriamo in questo spazio pubblico, che abbiamo temporaneamente occupato e condiviso con i nostri vicini: piccioni, cani, padroni di cani e ora allo stesso modo con famiglie, bambini, persone anziane etc. La nostra idea è di proporre possibili trasformazioni per la rotonda, da attivare in diversi modi attraverso la creazione di strutture fisiche ma anche mentali.Fin dall’inizio della nostra residenza a Torino abbiamo coinvolto i cittadini che vivono in questa area ma anche colleghi artisti, architetti, etc. chiedendo loro di spedirci una cartolina per aggiungere alle nostre riflessioni le loro idee, i loro desideri, utopie e critiche. Metteremo insieme queste idee creando una sorta di progetto generale per la rotonda che daremo alla città, un progetto che unirà proposte come un giardino di fiori e un parco giochi. Tutta la nostra ricerca, le nostre espeienze e idee…sul vivere e stare nella Rotonda saranno restituite con una pubblicazione che presto sarà pronta.

Contemporaneamente stiamo già cercando di intervenire con piccole azioni vivendo e lavorando nello spazio pubblico. Abbiamo creato, ad esempio, delle panchine dove le persone possono sedersi; abbiamo costruito una cassetta della posta e un indirizzo; abbiamo organizzato un workshop creando uno scambio tra alcuni studenti dell’Accademia di Belle Arti di Anversa (Belgio) e di Torino invitando loro a sperimentare possibili strutture per un parco giochi; abbiamo invitato Maurizio Bortolotti, curatore, per tenere una conferenza nella quale ha descritto una mostra (occupazione) che ha organizzato in un villaggio palestinese in Israele; abbiamo cominciato a lavorare su un possibile giardino e portato l’arte nello spazio pubblico.

Da quando siamo qui proviamo ad attirare le persone invitandole a interagire con il luogo dove risiediamo. Vogliamo creare una connessione tra lo spazio della rotonda con l’area circostante e i suoi abitanti. Vi invitiamo a due eventi nei quali porteremo l’arte nello spazio pubblico. Giovedì 19 novembre organizzeremo una performance sonora sperimentale e contemporanea che interagirà con l’ambiente circostante. Venerdì 20 novembre porteremo il museo nella strada: faremo una proiezione di alcuni lavori di video arte selezionati dalla collezione del museo di arte contemporanea Castello di Rivoli. I film/video di arte che ci piacerebbe presentare sono collegati alla nostra pratica e alle nostre azioni riferite allo spazio (sociale e architettonico). Tutti i curiosi saranno benvenuti per unirsi a noi in queste serate.”

Nico Dockx, Pol Matthé, Helena Sidiropoulos, Jochem Vanden Ecker

Open Studio 20.11.2009

ROTONDA FLUTTUANTE

08.10-23.11.2009 / 28.03.2010

Corso Regio Parco x Corso Verona, I-10152 Torino project/ concept/ images: Nico Dockx, Pol Matthè, Helena Sidiropoulos & Jochem Vanden Ecker image on page 12: Valerie De Ghellinck texts: Nico Dockx, Egon Hanfstingl, Kris Kimpe, Michele Lamanna, Pol Matthè, Bruno Munari, Hans Ulrich Obrist, Douglas Park Diogene group, Helena Sidiropoulos, Jochem Vanden Ecker, Cosimo Veneziano, Louwrien Wijers & neighbors design: in collaborazione whit Jean-Michel Meyers curious021 ( a newspaper) Curious, Progetto Diogene, and the artists, 2010 500/500

SFOGLIA

Un sasso sferico gettato nell’acqua cerchi concentrici onde si allargano e svaniscono Un sasso cubico cerchi concentrici si allargano e svaniscono*

Bruno Munari, Verbale Scritto, Pro Memoria, p.8, 2008, Bruno Munari & Corraini Edizioni

curious 021 (a poster) text/ concept/intervention:Nico Dockx, Pol Matthè, Helena Sidiropoulos & Jochem Vanden Ecker

L’azione, chiamata dagli artisti “road paintings”, prevede la creazione di segni concentrici attorno alla rotonda, usando la tecnica di intervento della segnaletica stradale. Le classiche strisce pedonali si trasformeranno in tracce, in propagazioni geometriche che si diramano sulla superficie del manto stradale, fino a sparire tra le strade che vi confluiscono.

“Come gettare una pietra nell’acqua e muoverne la superficie immobile” hanno commentato gli artisti: l’intero spazio della rotonda ha una connotazione molto circolare, la gente, le macchine, costituiscono il movimento rotatorio. La loro idea è dunque quella di integrare in maggior misura “l’isola” con l’ambiente vicino connettendo lo spazio della rotonda con l’area circostante.

In tale occasione verrà anche distribuita ai visitatori una pubblicazione/report sull’esperienza degli artisti durante la residenza Diogene bivaccourbano 2009: fotografie, progetti, riflessioni, workshop, eventi; tutte quelle occasioni di interazione e contatto che hanno aperto anche con il quartiere.

2008 PAK SHEUNG CHUEN

2° Edizione

PAK SHEUNG CHUEN

Toccare la città storica: Torino Dagli oggetti di tutti i giorni all’eternità

Parole chiave

Cerchio, Sole, storia, forma, fiume, tempo, linea orizzontale, linea verticale, triangolo, acqua, perpendicolare, roccia, piuma, luce, città, strada, direzioni, mattone, edifici, montagna, chiesa, colonne, piazza, porta, fuoco, casa, specchio, ombra, calore, sicurezza, elettricità, energia, comunicazione, suoni, amici, Luna, fiori, cibo, protezione, numero, sequenza, libri, linguaggio, distanza, confini, morte, corpo, tatto…

Statement

Questa è una scatola nella quale registrare la mia vita e i miei pensieri durante il mio soggiorno a Torino dal 12 ottobre al 2 novembre 2008. La casa è stata costruita nel centro di Torino. A partire da essa ho camminato ogni giorno, in direzioni diverse, fino a toccare i confini della città. Penso che questo sia un modo per avere una visione più completa di Torino. Dopo una settimana, ho scoperto la principale caratteristica di questa città: è molto difficile perdersi a Torino. Così è nato il mio primo progetto: Perso a Torino. È un gioco da fare con i pianificatori e i progettisti della città, e anche con la mia memoria ed i miei istinti di sopravvivenza. Il fiume Po che scorre vicino alla mia casa, ha ispirato molto il mio lavoro artistico. L’acqua che scorre mi fa sempre pensare alla vita, al tempo, alla storia, allo status di essere umano… La seconda settimana mi sono concentrato sul fiume e l’ambiente attorno ad esso. Ho toccato e usato l’acqua per produrre alcuni lavori artistici, come i video: “Historical Shape” and “Triangle” (Forma storica e Triangolo). Il processo di vita nella “casa verde” è già in sé stesso un lavoro artistico. È una “scultura vivente” creata dal gruppo di artisti Diogene. Io sono uno degli “elementi viventi” nella loro scultura. A cominciare dalla luce e dal calore, ho bisogno di apprendere ogni necessità basilare di un essere umano. Devo ricostruire le mie abitudini. Ho bisogno di protezione e amicizia. È la cosa più evidente del mio vivere. Ed essa include anche alcuni lavori d’arte sulla mia vita di tutti i giorni.

Pak Sheung Chuen (Hong Kong, 1977 – vive e lavora tra Hong Kong e New York) è un artista concettuale, performer e scrittore; è stato editorialista per le arti visive sul quotidiano di Hong Kong Mingpao. Il suo lavoro è una profonda riflessione, al tempo poetica e ironica, sulla realtà quotidiana. Vincitore nel 2005 del premio Overseas Exchange Prize (Chinese Performance Art) assegnato dal Museo di Macao. Una borsa di studio della Lee Hysan Fundation assegnata nel 2006 dall’Istituto Asiatico di Cultura gli consente di iniziare a lavorare a New York.

Tra le esposizioni ricordiamo: Triennale di Guangzhou (2008), Triennale di Yokohama (2008), Biennale di Busan (2006). Un suo lavoro permanente è installato alla biblioteca 58th Street Branch di New York. Ha pubblicato due libri: Odd One In: Hong Kong Diary e See Walk What on 1 July.

www.vitamincreativespace.com/en/?artist=pak-sheung-chuen

1977 Nato nella provincia del Fujian, China. 1984 Immigrato a Hong Kong. 2002 Laurea in Fine Arts alla Chinese University di Hong Kong. 2002 Fonda il «2nd Floor 5 Sons Studio» a Fotan. 2004 Editorialista per le arti visive sul quotidiano di Hong Kong Mingpao. 2005 Pubblica See Walk What on 1 July e Odd One In: Hong Kong Diary. Vince l’Oversea Exchange Prize assegnato dal museo d’Arte di Macao nell’ambito della mostra “Inward Gazes – Documentaries of Chinese Performance Arts”. 2006 Partecipa a numerose mostre internazionali tra cui la Biennale di Busan. Vince una borsa di studio di 12 mesi negli U.S.A. assegnata dalla Fondazione Lee Hysan per l’Asian Cultural Council. 2007 Residenza all’ISCP (International Studio & Curatorial Program) di New York. 2008 Permanente “page 22” presso la biblioteca 58th Street Branch di New York.

OPERE

2007 GIORGIO ANDREOTTA CALO' e MARIO TOME' / Progetto pilota

1° Edizione

GIORGIO ANDREOTTA CALÓ E MARIO TOMÉ

Giorgio Andreotta Calò ( nato a Venezia nel 1979) Si diploma nel 2005 all’Accademia di Venezia con una tesi su Gordon Matta Clark. Sviluppa una ricerca legata all’architettura radicale. Utilizza il contesto urbano come spazio di lavoro e di azione operando spesso su edifici dismessi e in costruzione. A Sarajevo nel 2006 ha realizzato un intervento luminoso sulla Torre del Parlamento Bosniaco. È stato allievo di Marjetica Potrc al XII Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti, è uno degli artisti in residenza alla Rijksakademie di Amsterdam per il biennio 2009\2010. la sua galleria di riferimento è Zero… di Milano.

galleriazero.it

Mario Tomè (nato a Belluno nel 1980) Il suo lavoro spazia dalla fotografia, al video e alla scultura, fino alla musica elettronica, che suona con strumentazione prettamente analogica. Il tema del bivacco è strettamente legato alla sua ricerca artistica più recente ed è stato argomento della sua tesi di laurea.

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PROGETTO VOLVER