THE UNSEEN

THE UNSEEN_2020

Nato nel 2017 e ora alla sua seconda edizione, The Unseen indaga e rende visibile il lavoro di ricerca e produzione di conoscenza che è insito nell’operare di ogni artista: il nucleo creativo che resta nascosto, sommerso e nel contempo vitale, fondamentale per ciò che emerge come opera.

Focalizzandosi sulla ricerca artistica come struttura portante del fare arte, The Unseen affianca ciascun artista invitato nell’esplorazione del proprio humus creativo – fatto di letture, immagini, oggetti personali, esperienze, posizioni – attivando uno scambio nel quale vive la sperimentazione, intesa come combinazione imprevista di situazioni, metodi, domande, tentativi, umori.

L’edizione 2020 si apre alla collaborazione con Oggetti Specifici, il progetto-galleria fondato nel 2019 da Caterina Filippini con l’intento affine di investigare e condividere con il pubblico gli oggetti che appartengono, nel quotidiano, alla fase generativa dell’opera d’arte. Diogene si confronta con Oggetti Specifici per creare interrogativi sulla questione del valore e preparazione dell’opera, tenendo conto non solo degli oggetti ma anche di tutti quegli stimoli del vivere – contingenze, apparizioni o esperienze – che concorrono comunque alla definizione del lavoro finito e difficilmente prendono corpo in qualcosa di materiale.

Durante la primavera e l’estate del 2020, i componenti dell’associazione Diogene e Caterina Filippini, hanno intrattenuto un dialogo a distanza con i quattro artisti selezionati per la nuova edizione del progetto The Unseen: un confronto aperto tra colleghi, affiancati dall’approccio peculiare di Oggetti Specifici, durante il quale sono stati liberamente attraversati ricordi d’infanzia, ricostruzioni genealogiche e geografiche, passioni originarie e formazioni, approcci diversi alla ricerca ed alla produzione artistica, visioni personali sul ruolo dell’imprevisto, dell’errore e del fallimento, parentele e distanze, senso di responsabilità, disillusioni e molto altro.

Per approfondire l’indagine sul rapporto tra processo e opera, traccia materiale e immateriale, l’edizione 2020 ha come protagonisti artisti che concentrano la loro ricerca sull’azione e sulla performance, le cui opere finite sono dunque, a loro volta, per lo più immateriali. Che ruolo giocano gli oggetti nel loro processo creativo? È forse diverso dal ruolo che gli oggetti esercitano nel lavoro di chi produce opere materiali? In che modo si può condividere con un pubblico l’insieme di tracce materiali e immateriali che portano alle opere finite? Sono solo alcune delle domande che hanno accompagnato i dialoghi del progetto The Unseen_2020 e che sono stati condivisi con il pubblico.

 

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Ingegnere robotico, hacker, TeD e Eisenhower Fellow lui, esperta di comunicazione e inclusione digitale e cyber-ecologista lei, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico osservano la mutazione delle società con l’avvento delle reti e delle tecnologie ubique. Tra poetica e politica, corpi e architetture, squat e modelli di business rivoluzionari, la coppia promuove una visione del mondo in cui l’arte è il collante tra scienze, politica ed economia. Sono autori di performance globali, pubblicazioni e opere esposte in tutto il mondo. Insegnano Near Future e  Design presso diverse facoltà, fra cui l’ISIA di Firenze e l’Università La Sapienza di Roma, e sono fondatori di HER – Human Ecosystems Relazioni, centro di ricerca che usa l’arte e il design per creare processi di accelerazione culturale attraverso i dati, quale confine esistenziale dell’essere umano nelle società contemporanee.

www.he-r.it  – www.artisopensource.net  


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Myriam Laplante è un artista canadese che vive e lavora a Bevagna, in uno stato di dubbio permanente. Il suo lavoro è una parodia del mondo, assurda e cinica, malinconica e perturbante, che spesso emana da un immaginario bizzarro e fantastico. Le sue installazioni, video, dipinti, sculture, disegni e performance sono stati estesamente presentati in spazi occupati, gallerie e musei in Europa, Nord America e Asia. Dal 2001 lavora con il collettivo di performance Black Market International.

Sue opere sono presenti nelle collezioni pubbliche della Galleria Nazionale d’Arte Moderna (Roma), MACRO (Roma), Galerie Nationale du Québec (Québec), Museo Nazionale della Fotografia (Ottawa), del Musée de Rimouski (Canada) e del Museo della Nuova Zelanda Te Papa Tongarewa (Wellington).

www.myriamlaplante.net


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Luigi Coppola è un artista, attivista, promotore di progetti partecipativi e di arte pubblica. La sua pratica artistica è accomunata da un relazione innovativa ai beni comuni attraverso delle azioni capaci di attivare potenziali e immaginari collettivi, partendo dall’analisi di specifici contesti sociali, politici e culturali (Artistic commoning). L’individuazione e la messa in comune di beni collettivi, appartenenti a un gruppo specifico o a una comunità, aziona delle dinamiche relazionali e attiva processi di emancipazione e di immaginazione per ripensare il presente.

È coattivatore del movimento legato alla “Casa delle Agriculture” di Castiglione d’Otranto (Lecce) con cui, oltre a partecipare alla direzione artistica del festival “Notte Verde: Agriculture, utopie e comunità”,  sviluppa i progetti a lungo termine del Parco Comune dei Frutti Minori (dal 2013) e Scuola di Agriculture (2018), una piattaforma pedagogica che combina conoscenze agroecologhiche con strategie artistiche e costruisce dinamiche di relazioni con le comunità migranti, studenti, contadini e attivisti.

Coppola ha sviluppato progetti di arte pubblica, performance e mostre in molti contesti internazionali come Gardentopia Cosmos of Ecologies, Matera Capitale Cultura 2019;  Fondazione Merz Torino, 2018;  BAK Utrecht, 2018; Kunsthaus Graz, 2017; Quadriennale Roma, 2017; Kumu Art Museum, Tallinn, 2017; Teatro Continuo, Milano, 2016; Parckdesign, Brussels, 2016; Athens Biennale, Athene, 2015; Kadist Art Foundation, Parigi, 2012;  Steirischer Herbst, Graz (AU) 2012.



THE UNSEEN_2017

Diogene presenta tre appuntamenti del progetto “The Unseen”, una nuova iniziativa che intende indagare e rendere visibile il lavoro di ricerca e produzione di conoscenza che è insito nell’operare di ogni artista: il nucleo creativo che resta nascosto, sommerso e nel contempo vitale, fondamentale per ciò che emerge come opera.
Focalizzandosi sulla ricerca artistica come struttura portante del fare arte, The Unseen cerca di affiancare ciascun artista invitato nell’esplorazione del proprio humus creativo, fatto di letture, immagini, oggetti personali, documentandone il processo. Ciascun incontro si struttura in una sorta di confessione nella quale l’artista si spoglia del rigido sistema della canonica presentazione del proprio lavoro.

Il progetto The Unseen è il frutto di un percorso di collaborazione iniziato nel 2016 tra Progetto Diogene e un gruppo di artisti torinesi (Alice Benessia, Michela Depetris, Giulia Gallo, Silvia Margaria, Enrico Partengo, Elena Tortia, e Arianna Uda), che in passato hanno partecipato ad iniziative organizzate dall’associazione; il gruppo di artisti è stato invitato ad elaborare in modo autonomo un progetto inedito da presentare al Tram quale parte integrante della programmazione di Progetto Diogene 2017.


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Cyrilla Mozenter

mercoledì 4 Ottobre 2017 at 18.30 pm
Tram Diogene

Il terzo artista invitato a presentarsi al pubblico con questa modalità è Cyrilla Mozenter.

“Ho affrontato il tema del processo del fare arte con uno sguardo retrospettivo. Ho voluto indagare che cosa è rimasto coerente nei miei 50 anni di lavoro, lungo una successione di opere, materiali, tecniche, in apparenza diversi approcci – e risultati.  Ho anche riconsiderato la mia formazione artistica, i movimenti artistici nella storia, e gli artisti del passato il cui modo di lavorare ha influenzato il mio processo. È stata una ricerca di significato ed essenzialità. Presenterò una serie di oggetti come evidenze del mio processo in diverse opere. Mostrerò anche delle immagini e discuterò esempi del mio lavoro, disegni, installazioni, libri, sculture e opere a parete, con materiali quali carboncino, carta, sapone, semi di frutta, fili, cartone, cera d’api, bastoncini di legno per i gelati, feltro di lana industriale e linguaggio in varie forme. Ho anche cercato di trovare delle relazioni tra questi processi essenziali e alcune definizioni fondanti dell’arte. Come possiamo comprendere il lavoro dell’essere artista? Presenterò la mia ricerca”.  (Cyrilla Mozenter)

Biography

Cyrilla Mozenter è un’artista di New York che lavora con il disegno e la scultura. I suoi materiali primari sono il feltro di lana industriale e la carta. Il suo lavoro fa spesso dei riferimenti agli scritti di Gertrude Stein, con la quale si sente in un rapporto di collaborazione. Tra le sue mostre personali the failed utopian a Lesley Heller Workspace (NY), warm snow: Sculpture in Two and Three-Dimensions a Garrison Art Center (Garrison, NY), warm snow a Adam Baumgold Gallery (NY), More saints seen a The Aldrich Contemporary Art Museum (Ridgefield, CT), Cuts and Occasions a Dieu Donné Papermill (NY), Very well saint a The Drawing Center (NY), Undercurrent a Espaço Cultural Municipal Sérgio Porto (Rio de Janeiro), e Secret Ears a BAM (Brooklyn). Ha ricevuto due fellowship da New York Foundation for the Arts e due project grant dalla Fifth Floor Foundation. Il suo lavoro è presente in numerose collezioni pubbliche tra le quali il Brooklyn Museum e la Yale University Art Gallery. Ha insegnato nel programma di MFA al Pratt Institute.

cyrillamozenter.com


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Pierluigi Fresia

mercoledì 27 settembre 2017, ore 18,30
Tram Diogene

Il secondo artista invitato a presentarsi al pubblico con questa modalità è Pierluigi Fresia.

“Un pensiero che ancora debba nascere, manifestarsi, sarà immenso; l’immensità la si raggiunge dunque solo prima  di iniziare ad espanderci nel dopo, nell’altrove temporale. 
La realtà ultima (vera?) sarà sempre un passo oltre a noi incollati biologicamente a quella dimensione che è  il tempo puntualmente fedele nel tradirci e abbandonarci al nulla”. (Pierluigi Fresia, 2017)

Biografia
Pierluigi Fresia (Asti, 1962) al termine degli studi inizia il suo percorso artistico utilizzando la pittura, che affianca sempre più spesso negli anni a venire alla fotografia e alla parola scritta. Opere di Pierluigi Fresia sono state presentate in molte fiere e rassegne d’arte contemporanea e fotografia (ARTISSIMA, Fiera Di Bologna, ArteVerona, MIART, MIA, Arco Madrid, Daegu Photo Biennale, Fotografia Europea Reggio Emilia 2010, 2015), in diverse mostre collettive e personali  in spazi istituzionali pubblici e gallerie private e fanno parte di diverse collezioni d’arte contemporanea private, di fondazioni e musei, tra gli altri MART di Rovereto e GAM di Torino.

pierluigifresia

 


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Py & Verde

mercoledì 20 settembre 2017, ore 18,30
Tram Diogene

I primi artisti invitati a presentarsi al pubblico con questa modalità sono i componenti del duo italo/francese Py & Verde (Géraldine Py e Roberto Verde).

“Accomodare le circostanze, lavorarne il senso cosi come le forme del pensiero, organizzare un ordine improbabile di eventi instabili, intermittenti, imprevedibili.
Sono brevi tentativi di anarchia,
Soluzioni domestiche precarie,
Avventure entropiche e così via.
Lavorare in modo empirico, con affetto.
Collaborare con le cose, il tempo che tengano assieme, per complementarità.
Il tutto è più grande che la somma delle parti.
Anche i topi sbadigliano”.
(Py & Verde, 2009-2017)

Biografia
Géraldine Py (1986, Belfort, Francia) e Roberto Verde (1981, Jesi, Italia)s’incontrano all’Accademia di belle arti di Marsiglia nell’atelier di Anita Molinero e, nel 2008, cominciano a lavorare in duo. Vivono e lavorano a Bruxelles.
Hanno partecipato a diverse mostre collettive e personali, alla Friche Belle de Mai (Marsiglia), Mains d’Oeuvres (Parigi), Argos (Bruxelles), Le Fresnoy (Tourcoing), Villa Arson (Nizza), Pav (Torino), Le Quartier (Quimper), Centre Pompidou e La Nuit Blanche 2016 con il Palais de Tokyo(Parigi). Attualmente sono in procinto di girare un film per Lafayette Anticipations, che accompagnerà una performance per l’autunno prossimo. Parallelamente, presenteranno due nuove opere alla City Art Gallery a Ljubliana, e un progetto radiofonico in collaborazione con Euphonia (Marsiglia)

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